Le città sottili 3

Armilla

Tocca un rubinetto, una doccia, una vasca · trascina per girare

Non ha muri, né soffitti, né pavimenti: non ha nulla che la faccia sembrare una città, eccetto le tubature dell’acqua, che salgono verticali dove dovrebbero esserci le case e si diramano orizzontali dove dovrebbero esserci i piani.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Di Armilla resta solo ciò che di solito si nasconde: rame, ottone, porcellana. I tubi salgono dove sarebbero le case e si diramano dove sarebbero i piani; in cima, vasche e lavabi pendono contro il cielo come frutti tardivi.

I piani che mancano sono appena accennati nell’aria, a tratteggio: una città disegnata dalla sua assenza. Nessuno sa se sia incompiuta o demolita.

Si dice che la abitino ninfe e naiadi. Qui non si vedono: si vedono solo i rubinetti che si aprono e si chiudono da soli, una vasca che si riempie, una pozza che si allarga e si asciuga. Toccate un rubinetto, e l’acqua scorrerà anche per voi.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili