Le città continue 2

Trude

Tocca un’altra Trude per volarci

Il mondo è ricoperto da un’unica Trude che non comincia e non finisce, cambia solo il nome all’aeroporto.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Atterrando a Trude, se non avesse letto il nome della città scritto a grandi lettere, Marco avrebbe creduto d’essere arrivato all’aeroporto da cui era partito: gli stessi sobborghi, le stesse case, le stesse vie. Può ripartire quando vuole, gli dicono, ma arriverà a un’altra Trude, uguale punto per punto.

Nella scena una sola tessera di città, con la sua pista e la sua torre, si ripete fino all’orizzonte. Ogni torre porta una piccola piastra colorata: il nome dell’aeroporto, l’unica cosa che cambia. Di tanto in tanto una luce decolla da una pista e atterra su un’altra, uguale.

Toccate un’altra Trude per volarci: il mondo scivola finché quella non sta dove stava la vostra. Arrivati, tutto è esattamente come prima, tranne il colore della piastra.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili