Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.
Nota
Una città che si smonta e si ricostruisce altrove è una città di tende. Questa Ersilia è un accampamento nella steppa, all’alba: la racconta Marco Polo a un imperatore mongolo.
Gli abitanti sono luci di lanterna. Uno esce da una tenda e va da un vicino, e dietro di sé srotola un filo: bianco per la parentela, nero per lo scambio, grigio per l’autorità, bianco e nero per la rappresentanza. Toccate una tenda, e qualcuno uscirà.
Quando i fili sono tanti che non ci si passa più in mezzo, le luci si spengono una a una, le tende si piegano, e una processione va a fondare la città poco più in là. Sulla pianura resta la ragnatela, scura contro l’alba.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.