Le città e gli occhi 3

Bauci

Trascina in giù per scendere sotto le nuvole · tocca le nuvole o il bosco

Nulla della città tocca il suolo tranne quelle lunghe gambe da fenicottero a cui s’appoggia.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Dopo sette giorni di bosco, chi va a Bauci non riesce a vederla ed è arrivato. Sottili trampoli si alzano dal suolo a gran distanza l’uno dall’altro e si perdono sopra le nuvole: la città è lassù. Gli abitanti scendono di rado.

Tre ipotesi, dice Calvino: che odino la Terra; che la rispettino al punto da evitare ogni contatto; che la amino com’era prima di loro, e con cannocchiali e telescopi puntati in giù non si stanchino di passarla in rassegna, foglia per foglia, sasso per sasso, formica per formica, contemplando affascinati la propria assenza.

Scendete sotto le nuvole: da lì vedrete solo le gambe della città e la sua ombra traforata. Toccate le nuvole e si apriranno: tutti i cannocchiali si volteranno a guardare.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili