Le città continue 3

Procopia

Avvicinati alla finestra · tocca per tirare la tenda: passa un anno

Ormai nella mia stanza alloggiano ventisei persone.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Ogni anno Marco si ferma a Procopia, nella stessa stanza della stessa locanda, e scosta la tenda: un fosso, un ponte, un muretto, un sorbo, un campo di granturco, un roveto, il dosso giallo d’una collina, una nuvola bianca, un pezzo di cielo a trapezio. Anno dopo anno la vista si riempie di facce, finché non si vede più nulla.

Nella scena la finestra è piccola, al centro di un muro nudo e largo: bisogna avvicinarsi per vedere. La finestra resta la stessa, e la vista non è mai uguale. Da un anno all’altro il sole sta altrove, gli alberi cambiano con la stagione, le nuvole si addensano o si diradano; viene la pioggia, la nebbia, la neve, una notte di luna. Tutto si trasforma lentamente, sotto i vostri occhi.

Toccate per tirare la tenda: dietro di lei l’anno passa, e si riapre sulla vista dell’anno dopo.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili