Eutropia non è una città sola, ma tutte queste città insieme: una sola è abitata, le altre sono vuote, e la cosa avviene a turno.
Nota
Racconta come Eutropia non sia una città ma tante, tutte identiche nel disegno delle strade e delle case; ne è abitata una sola per volta, mentre le altre attendono vuote. Quando la stanchezza si fa insopportabile, quando nessuno regge più il proprio mestiere, i propri parenti, i propri debiti, l’intera cittadinanza trasloca nella città vicina, pronta e quasi nuova: lì ciascuno prende un mestiere diverso, una moglie diversa, un altro paesaggio alla finestra.
La scena mette le sette Eutropie fianco a fianco su un altopiano ondulato, tutte nate dallo stesso progetto e rese diverse solo dal pendio su cui poggiano. Una sola brilla di finestre color zafferano e di fumo dai comignoli; le altre sei restano chiuse, più pallide, in attesa del loro turno.
Tocca una città vuota, e la stanchezza scenderà su quella abitata: una fila di minuscoli viandanti attraverserà le colline portando con sé le luci, casa dopo casa, finché non si spengono da una parte e non si accendono dall’altra. Tocca il terreno, e resterà solo un cerchio che si allarga sull’erba: qui a restare non è mai la città, ma soltanto il suo disegno.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.