Negli anni che seguirono i miei occhi sono tornati a contemplare le distese del deserto e le piste carovaniere; ma ora so che questa è solo una delle tante strade che mi s’aprivano quella mattina a Dorotea.
Nota
Di Dorotea si può parlare in due modi. Coi numeri: quattro torri d’alluminio, sette porte col ponte levatoio a molla, un fossato che alimenta quattro canali verdi, nove quartieri di trecento case e settecento fumaioli, e i beni che ogni famiglia tiene in monopolio. Oppure come il cammelliere che ci portò il narratore, e che vi arrivò da giovane una mattina.
La scena è un plastico esatto: le torri, le porte, i canali, i nove quartieri tinti dai loro monopoli, le tacche del geometra tutt’intorno. Le spose passano da un quartiere all’altro sui ponticelli; ogni tanto un ponte levatoio si abbassa.
Toccate una porta: il ponte scende e una carovana entra, e va al mercato per una delle tante strade, lasciando una traccia color zafferano. Toccatela ancora: la strada sarà un’altra. I numeri dicono tutto della città, tranne quale via prenderete.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.