Lo sguardo percorre le vie come pagine scritte: la città dice tutto quello che devi pensare.
Nota
Si cammina per giorni tra gli alberi e le pietre, e l’occhio si ferma solo su ciò che è segno d’altro: un’impronta nella sabbia vuol dire la tigre. A Tamara le vie sono fitte d’insegne che sporgono dai muri: la tenaglia per la casa del cavadenti, il boccale per la taverna, le alabarde per il corpo di guardia, la stadera per l’erbivendola.
La scena è una sola strada, dalla porta in su: le insegne ondeggiano sui loro bracci di ferro come se una brezza salisse la via, e affollano il cielo al punto che le case non si vedono quasi.
Toccate un’insegna: tutte quelle che dicono la stessa cosa le rispondono, come una città che ripete il proprio discorso. Toccate un muro: le insegne si girano di taglio, e dietro non resta che un bianco senza tratti. Da Tamara si esce senza averla scoperta.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.