Le città e i segni 5

Olivia

Tocca un’anta del paravento per guardare dietro le parole

La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Per raccontare la prosperità di Olivia, Marco dovrebbe parlare di palazzi di filigrana, di cuscini frangiati, di un pavone nel cortile; ma da queste parole si dovrebbe subito capire come Olivia sia avvolta da una nuvola di fuliggine e d’unto. Una città non va confusa con il discorso che la descrive, eppure tra l’una e l’altro c’è un rapporto.

La scena mette le parole davanti alla città, come un paravento di trine: ogni anta è il negativo di ciò che le sta dietro, motivi alti davanti ai camini, motivi distesi davanti ai capannoni. Attraverso i fori si vede la cosa, opaca e polverosa.

Toccate un’anta: si ripiega e per un momento la città appare nuda. Intanto le ante vicine si accendono, come se parlassero più forte. Poi il paravento si richiude: Olivia si può vedere solo attraverso le parole.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili