Le città e i morti 3

Eusapia

Tocca una casa di sotto per cambiarla · quelle di sopra seguono

Nelle due Eusapie gemelle non c’è più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Per rendere meno brusco il salto dalla vita alla morte, gli abitanti di Eusapia hanno costruito sottoterra una copia identica della loro città, dove i morti continuano le occupazioni che desideravano. Una confraternita incappucciata scende e porta notizie: i morti fanno cambiamenti, e i vivi, per non essere da meno, li imitano. Così l’Eusapia dei vivi copia la sua copia sotterranea.

Nella scena il suolo è una lastra spessa, tagliata netta: sopra il paese dei vivi, sotto, sul suo pavimento, la copia illuminata da lanterne. I cambiamenti avvengono sempre prima di sotto: una luce sale per il pozzo, e poco dopo la casa di sopra fa lo stesso.

Toccate una casa di sotto: cambia subito, e la notizia risale. Toccate una casa di sopra: prova a cambiare da sola, esita, e torna com’era, finché la copia non avrà deciso per lei.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili